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NAZIONALI SU PISTA A TORINO 1° PARTE: CALDO NAZIONALE

La grande città di Torino è stata per tre giorni, dal 4 al 6 settembre, la sede dei campionati nazionali CSI di atletica su pista e lo è stata in un impianto importante, lo stadio Primo Nebiolo, dedicato esclusivamente all’atletica ed inserito all’interno dell’ampio parco pubblico locale, ricco di verde, di alberi e di scoiattoli che hanno fatto la felicità di molti, dai grandi ai più piccini rendendo le giornate sportive molto più leggere vista la possibilità di usufruire degli spazi esterni per tutte le attività accessorie alle competizioni.

Davvero bella la pista, recentemente ristrutturata ed adatta al livello della manifestazione che ha visto poco più di 1800 atleti iscritti per un totale di oltre 4000 atleti gara dagli esordienti ai veterani in un confronto trasversale che di fatto è il valore aggiunto delle gare CSI; tribune belle capienti considerati i due rettilinei occupabili, garantendo ombra sicura per tutta la giornata che è stata apprezzata da tutti considerate le caldissime giornate che in questa rovente ed indimenticabile estate non sono mancate, tanto per cambiare.

In questo contesto la scelta dei mezzi pubblici per godere dei tre giorni di competizioni è stato il punto di forza del gruppone Union Creazzo che grazie all’ottima organizzazione fornita dalla famiglia Rodighiero, con papà Massimo e mamma Denise al comando delle operazioni ha utilizzato treno, metropolitana ed autobus per il viaggio ed i trasferimenti al campo, scelta che si è rivelata vincente evitando problemi di parcheggio ed agevoli spostamenti dall’hotel Tourist che, gestito alla perfezione sempre dagli efficienti coniugi Rodighiero ha offerto rifugio sicuro, grazie al gentilissimo personale che ha collaborato in maniera davvero apprezzabile lodando a sua volta l’educazione dei ragazzi che si sono ben comportati nelle serate di permanenza nella struttura.

Qualche minuto a piedi e 5 fermate di autobus conducevano alla struttura sportiva; un lusso!

Ottima e ben organizzata la gestione del gruppo durante le giornate di gara, con i tecnici Luca, Sara, Andrea e Massimiliano a seguire le varie gare degli atleti e sempre la famiglia Rodighiero, con la collaborazione dei genitori Faccin, presenti in hotel e dei genitori Benetti e Ceolato, accorsi a seguire i figli, ma alloggiati in maniera indipendente, con le auto pronte per le emergenze; difficile chiedere di più.

Le serate a cena poi, con i tecnici a valorizzare la giornata trascorsa e fornire tutti i dettagli per le gare del giorno successivo sono state un bel momento di condivisione che ha reso l’atmosfera ancor più bella.

Un po’ diversa invece la gestione delle giornate di gara da parte degli organizzatori del CSI che, bisogna dirlo, ha evidenziato delle lacune in certi casi importanti a partire da quella più evidente, ovvero la “camera di cottura” a cui sono stati sottoposti i saltatori in lungo, che senza un gazebo a disposizione si sono sorbiti i cocenti raggi solari per tutto il tempo della loro gara, per passare all’inesistente speaker, impegnato a citare quasi esclusivamente i record della manifestazione, dimenticandosi che la bellezza e l’atmosfera di una gara sono momenti vissuti intensamente anche grazie a chi sa raccontare le prestazioni, anche se non da record, continuando con la call room, gestita all’interno del pistino di riscaldamento che serve per le rifiniture proprie della preparazione pre gara, ed invece diventato ricettacolo di una enorme quantità di persone che hanno costretto il secondo giorno di gare a svuotare completamente il locale rendendolo accessibile solo agli atleti prossimi alle gare svilendolo così della sua funzione principale, ed ancora la mancanza di volontari dedicati alle funzioni interne al campo di gara che ha costretto i giudici, coordinati invece in maniera eccellente, a spostare blocchi ed ostacoli, cosa che non va certamente bene visto il loro notevole impegno giornaliero.

Le gare ovviamente non salvano capra e cavoli, ma mantengono sempre il loro fascino cristallino che le rende sempre e comunque occasione di entusiastico confronto che offre a tutti gli atleti il proprio momento di personale rapporto con la pista e le pedane sotto lo sguardo vigile degli allenatori, del pubblico e dei propri tifosi che non hanno perso un secondo ad incitare, incoraggiare, urlare a più non posso, soprattutto durante le staffette.

E così tutti sotto, con l’inizio delle giornate sportive il venerdi mattina, con la sfilata delle bandiere delle regioni, 12 in tutto, l’inno nazionale e quindi una lunga tirata che ha visto la sua conclusione la domenica mattina con le fantastiche gare delle staffette ed infine la santa messa, giustamente ripristinata vista la matrice cristiana da cui nasce il CSI, ma anche tempo di pausa e di riflessione per gustare appieno quanto accaduto nella grande festa atletica.

Infine le premiazioni delle società hanno chiuso la kermesse e proprio da queste partiamo per dare lustro alla bella prestazione dell’Union Creazzo che ha saputo dire la sua sia a livello giovanile con la 12° posizione assoluta davanti niente popò di meno che al Dueville e quindi l’ottava posizione in ambito assoluto a conferma della compattezza del gruppo che nella classifica generale di società si piazza nella top ten ed esattamente in nona posizione in compagnia di altre 3 vicentine, Colli Berici, Arzignano e Dueville decretando così una supremazia importante del comitato vicentino in abito nazionale.

Il ritorno a casa nella serata di domenica ha visto i ragazzi approfittare abbondantemente delle comodità offerte dal viaggio in treno per riposare e ripensare alle belle giornate trascorse in quel di Torino, tappa importante di un percorso che quest’anno ha portato davvero molti frutti.

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