
Cultura, cibo e fede fanno da cornice alla trasferta umbra degli atleti di Creazzo impegnati nelle gare dei campionati nazionali CSI di corsa campestre che quest’anno hanno sede a Cascia, terra natia di Santa Rita, ancor oggi santa molto venerata, patrona dei casi impossibili e delle famiglie, terra del tartufo, oggetto del desiderio di molti buongustai e terra ricca di monumenti principalmente risalenti all’epoca medievale.
Insomma, ce n’era per tutti i gusti in questi luoghi davvero meravigliosi e la truppa Union non si è fatta sfuggire l’occasione di partecipare alle gare con un gruppo ben assortito di giovani che sotto la sapiente guida del presidente Micheletto e “first lady” e dei tecnici Luca Rampazzo, Sara Zerbinati e Massimiliano Cattani ha vissuto intensamente tutte e due le giornate di gare portando a casa, oltre che dei buoni risultati, anche un’esperienza positiva di comunità e divertimento che mai devono mancare in occasioni del genere.
Partenza fissata per le 12.15 del venerdi per raggiungere in serata il paese di Norcia, meta dei riposi notturni degli atleti, con la sorpresa di un fresco invernale ad accogliere tutti, oltre che una bella spruzzata di neve che ha imbiancato la periferia della cittadella ed i monti circostanti, rendendo il paesaggio molto affascinante.
Le tre strutture prenotate, due delle quali in centro a Norcia e l’altra in periferia, hanno accolto al calduccio tutti quanti con una cena in cui più di qualcuno si è rifatto gli occhi di fronte all’antipasto di affettati davvero speciale, viatico più che degno per affrontare le fatiche dei giorni successivi.
I numeri della manifestazione ci dicono di circa 1200 atleti, in rappresentanza di 12 regioni italiane a calcare i campi allestiti per ospitare le gare del sabato e ben 140 staffette a sfidarsi nelle gare domenicali, con la solita netta predominanza di Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige, tra cui spicca il comitato di Vicenza che per numero di presenze si è piazzato appena dietro al comitato di Trento.
Un percorso bellissimo e tecnicamente molto valido, ampiamente visibile da varie angolazioni, è stato apprezzato anche dagli atleti che hanno trovato dei lunghi rettilinei in falsopiano, con più di qualche curva a spezzare il ritmo, con arrivo e partenza in piano presso il campo da calcio della locale struttura sportiva; un vento fresco ed un sole molto spesso coperto da qualche nube hanno tenuto compagnia per tutta la mattinata rendendo l’aria davvero frizzante.
Ma non è tutto oro quel che luccica, perché, a parte i giudici, presenti praticamente in ogni parte del percorso per contenere i passaggi fin troppo frequenti di persone attraverso il percorso e durante le gare, non si è avuta la percezione di un’organizzazione strutturata adeguatamente per un evento di tale portata, soprattutto nei servizi collaterali, quali ad esempio le indicazioni per raggiungere il campo di gara ed i ristori degli atleti dopo le loro fatiche anche se in questo caso i gazebo delle varie società, fornitissimi, hanno ampiamente compensato.
La logistica generale poi, non ha permesso a più di qualche società, Union Creazzo compresa, di partecipare agli eventi associativi, come la cerimonia di apertura e la serata delle premiazioni delle società, in quanto i tempi di trasferimento dalle strutture alberghiere avrebbero costretto gli atleti ad un vero tour de force.
Con i suoi pro e contro resta comunque il fatto che l’evento nazionale per gli atleti rappresenta comunque un’esperienza formativa importante che hanno vissuto con allegria ed impegno con la soddisfazione di aver ottenuto un buon risultato di squadra che va ad aggiungersi alle soddisfazioni già incamerate in questa prima parte di stagione.
I risultati di società ci dicono di una Union Creazzo in salute con la 15° posizione nella classifica assoluta e la 40° posizione nella ben più impegnativa classifica giovanile che sono valse la 15° posizione nella classifica generale.
